martedì 9 ottobre 2007

Il Fatto #4

Passano le ore, passano i giorni, passano le settimane e il motivo per il quale i nostri onorevoli rappresentanti hanno deciso mesi fa, in occasione dello scandalo suscitato dal servizio del programma televisivo Le Iene sull'assunzione di droghe da parte dei parlamentari, di non sottoporsi a seri controlli anti-droga mi appare sempre più palese. La mia intenzione nell'inaugurare questa rubrica era quella di scovare il Fatto(ne!) tra le maglie sociali del nostro Paese, senza concentrarmi su di un unica categoria. Ma il mio proposito sta andando a farsi benedire! Sono sempre loro, i politici, ad alzarsi una spalla sopra tutti gli altri settimanalmente e ad occupare di diritto questo spazio. E lo fanno in maniera politically correct, rispettando il principio della par condicio. Non è infatti frutto di una mia scelta consapevole il fatto che all'interno della rubrica, sino ad oggi, si siano alternati con preoccupante regolarità esponenti di entrambe le parti politiche. La par condicio, intesa come lo si fa nel nostro Paese, è una stronzata non un principio. Motivo per cui non mi interessa rispettarla. Ma loro...Loro la rispettano eccome. Hanno livellato le loro capacità intellettive tutti sullo stesso piano, senza distinzione di appartenenza politica, così da trovarsi in un regime non tanto formale, quanto sostanziale di pari condizioni. E così questa settimana ha visto concorrere per il titolo settimanale del Fatto più candidati: Tommaso Padoa Schioppa, di cui già avevo però parlato nel post La società dei Bamboccioni e al quale non ho ritenuto opportuno dedicare maggiore spazio; Clemente "il Ceppalonicus" Mastella, che ho scartato perché non saprei in che categoria professionale inserire; alla fine mi sono convinto che il vincitore della settimana non poteva che essere il Ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani. Ma veniamo al Fatto!
Il 10 Settembre scorso la Federazione regionale Emilia Romagna degli ordini dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri indirizza agli enti locali della Regione (al Presidente della Regione, ai presidenti delle provincie ed ai sindaci delle città; agli assessori alla sanità e all'ambiente regionali, provinciali e comunali) la seguente lettera:

"Gent.mi Signori

in nome e per conto della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri dell'Emilia Romagna, visto l'inoltro alla Procura della Repubblica di Modena di un esposto relativo al raddoppio del termovalorizzatore della stessa città e di analoghe ulteriori iniziative sul territorio regionale da parte di gruppi di medici, nonché a seguito dell'incontro avvenuto il 3 Luglio u.s. tra la Federazione e il Prof. Benedetto Terracini, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico preposto all'espressione di giudizi di fattibilità dei progetti di ricerca finanziati dalla Regione Emilia Romagna per la valutazione dell'impatto sulla salute delle popolazioni insistenti negli intorni dei nove inceneritori presenti in Regione, si richiede alle SS.LL. di non procedere alla concessione di nulla-osta alla costruzione di nuovi termovalorizzatori-inceneritori.
Come è noto questa Federazione intende rispettare il proprio Codice Deontologico e si fa dunque carico di invitare gli organi politi preposti a tenere conto delle forti preoccupazioni insorte a proposito del supposto impatto negativo sulla salute delle popolazioni residenti a causa della immissione nell'aria dei fumi derivanti dall'incenerimento dei rifiuti urbani.
La Federazione è certa dell'attenta valutazione da parte delle SS.LL. delle preoccupazioni espresse.
rimane in attesa di un Loro riscontro.
E' gradita l'occasione per inviare i saluti più cordiali.

Il Presidente
Dott. Giancarlo Rizza"

Il 4 ottobre giunge dall'Ansa la notizia che il Ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani non gradendo l'iniziativa dei medici Emiliani/Romagnoli, invia a sua volta una missiva ai colleghi ministri Livia Turco (Sanità) e Clemente Mastella (Giustizia) per chiedere un'indagine sulla Federazione. Scrive Bersani (fonte Ansa):
<< Sottopongo alla vostra valutazione, in qualità di Ministri vigilanti, l'apprezzamento se l'iniziativa in esame possa costituire un inammissibile sviamento dalle finalità istituzionali e, comunque, dagli ambiti di attività consentiti dalla legge, ai fini dell'eventuale adozione di tutte le misure ritenute necessarie, anche non solo disciplinari, nei confronti dei responsabili. [...] Appare, infatti, evidente la netta differenza fra la legittima libera manifestazione del pensiero di uno o più professionisti, anche riuniti e la richiesta in esame, proveniente da una Federazione di Enti pubblici (gli Ordini) vestiti dell'autorevolezza derivante dalla vigilanza nell'esercizio della professione sanitaria, e suscettibile di paralizzare l'attività di altri Enti pubblici rappresentativi, questi ultimi, delle Comunità locali secondo il principio democratico sancito dalla Costituzione. [...] La nota, che non riporta nessuna motivazione sostanziale non appare suffragata da alcun fondamento tecnico-scientifico riconosciuto, atteso che la realizzazione degli impianti in esame e il loro funzionamento sono disciplinati dalle norme comunitarie e nazionali di tutela della salute e dell'ambiente. La descritta richiesta prescindendo dal merito, esorbita totalmente, comunque, dall'ambito delle attribuzioni degli ordini professionali di cui la suddetta Federazione regionale è espressione ed appare ultronea anche rispetto alle iniziative di prevenzione menzionate nell'articolo 5 del codice deontologico della Federazione nazionale dei medesimi ordini. La medesima richiesta appare altresì suscettibile di procurare un grave allarme nella popolazione interessata di ostacolare gravemente il legittimo esercizio delle competenze amministrative di una vasta pluralità di enti pubblici locali >>.
Accade in Italia che la società civile sta prendendo sempre più coscienza della propria forza. Fino a quando a mobilitare erano i sindacati ed i partiti ci si sentiva "guidati" nelle proteste. Ultimamente invece le coscienze troppo a lungo assopite si stanno lentamente risvegliando e i cittadini cominciamo a muoversi da soli, ad organizzarsi prescindendo dall'appartenenza partitica o sindacale, ad agire non più come aderente ad un partito o iscritto ad un sindacato ma ad agire da cittadino! In questo clima che gli pseudo-intellettualoidi del regime partitocratico continuano a definire di anti-politica l'iniziativa popolare spiazza le istituzioni che arrancano nel tentativo di reagire, producendo come effetto perverso della loro stessa reazione un moto sempre più ampio di malcontento e di imbarazzo nei loro confronti da parte della società civile. La vicenda di Bersani ne è un ulteriore esempio. La lotta agli inceneritori ed ai termovalorizzatori viene portata avanti da anni nel nostro Paese, ma a livello locale. Ogni comunità nella quale un simile impianto è sorto o nella quale è stato progettato si è battuta contro questi eco-mostri. Senza distinzioni, nessuno vuole sul proprio territorio gli inceneritori. Una politica sana, centrata sui bisogni della popolazione e sulle sue richieste avrebbe da tempo abbandonato i progetti di espansione di simili impianti e favorito politiche alternative alla soluzione dei rifiuti solidi urbani. A nessuno interessa se gli inceneritori o i termovalorizzatori verranno costruiti rispettando le normative nazionali e comunitarie circa la sicurezza e l'emissione di sostanze tossiche. Nessuno li vuole a priori! E a ragion veduta. Gli abitanti delle aree in cui tali impianti sono già sorti ne pagano lo scotto in termini di salute e di qualità della vita. Per la prima volta succede che il piano di scontro tra politica e società civile circa il tema in esame si sposti dal livello locale (tollerato dai politicanti in quanto gestibile) ad un livello regionale e che a porre la questione sia non una non meglio identificata organizzazione di cittadini, ma un Ente dotato di autorevolezza in materia di salute, la Federazione regionale dell'Ordine dei Medici appunto. Ciò che la Federazione chiede coincide con quanto espresso sul territorio nazionale tutto da parte di tutti i cittadini! Se la missiva bloccherà e paralizzerà l'attività di altri Enti Locali, come Bersani con cipiglio catastrofico prevede, avrà paralizzato una ed una sola attività di codesti enti, attività che tra l'altro i cittadini tutti giudicano inopportuna. Da anni si grida che gli inceneritori non sono la soluzione che vogliamo. Non ci interessano i vostri interessi economici, o quelli dei vostri amici.
Abbiamo detto no!
E continuiamo a farlo. Non è la missiva della Federazione della Regione Emilia Romagna a generare allarmismo tra la popolazione; semmai è vero il contrario. E' stato l'allarmismo della popolazione a risvegliare le coscienze di chi di salute si occupa quotidianamente. Puniteli tutti quei medici. Anzi, puniteci tutti! Perché noi la pensiamo come loro. Come si può affermare, come fa Bersani, che un simile intervento da parte di un ordine professionale che si occupa di salute, dalla prevenzione alla chirurgia, possa esulare dall'ambito delle attribuzioni proprie di codesto ente? Se chi si occupa di salute ti dice a chiare lettere "Basta con gli inceneritori, che fanno male alla gente" non puoi rispondere come all'asilo "Zitto tu! Ora lo dico alla maestra..." Bersani! Che i fumi degli inceneritori e dei termovalorizzatori fanno male lo sanno anche i bambini, ma non Bersani: come si fa a dire che non sembra suffragata da alcun fondamento tecnico-scientifico! E poi preservare la salute dei cittadini non le sembra una motivazione sostanziale valida?
Invece che continuare ad osteggiarci, cominciate ad ascoltarci e forse sentiremo meno il bisogno di mandarvi tutti a casa.

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