giovedì 13 settembre 2007

Lost Highway


Desolazione, segnaletica contrastante o posta immediatamente dopo gli svincoli, statali lunghe oltre 40 Km senza uno svincolo, nemmeno per invertire il senso di marcia, illuminazione stradale assente, margini dissestati, buche grandi come siti archeologici, scarsi o nulli controlli della polizia stradale se non nei pressi dei capoluoghi di provincia, cantieri aperti che sembrano non dover avere mai un termine di consegna, deviazioni, tratte autostradali lunghe appena qualche chilometro che si trasformano in statali o provinciali ad una corsia per senso di marcia.
Questa è la rete viaria sicialiana! Lo sa bene qualsiasi siciliano e qualsiasi siciliana percorra quotidianamente le strade della nostra isola. Basta avventurarsi in una provincia poco conosciuta per rischiare di perdersi per ore nel nulla, di distruggere un'automobile se non addirittura di perdere la vita. La situazione è davvero pietosa! Si chiedono da anni a gran voce fondi per le cosiddette "Grandi Opere", come il ponte sullo Stretto o l'aeroporto, di prossima apertura, di Comiso (RG) ma...
Ma a cosa serve costruire un ponte o incrementare il traffico aereo per attirare flussi economici (siano essi di natura commerciale, turistica o quant'altro) quando poi usciti fuori dal terminal o messi gli pneumatici giù dal ponte ti ritrovi davanti strade da secondo o terzo mondo? Non considerando poi che uno Stato con un alto deficit come il nostro dovrebbe investire sulla produttività e la creatività del suo popolo e tentare di risanare le proprie casse prima di gettare soldi che non possiede in opere che hanno sì un'utilità ma che non sono di prioritaria importanza.
E' di oggi la notizia, data dal sindaco Digiacomo e apparsa su LaSicilia.it, che l'aeroporto di Comiso verrà inaugurato il 30 Aprile 2008. Sono stato a Comiso pochi giorni fa per un viaggio di piacere che si è trasformato in un incubo di quattro ore! Quattro ore dentro l'abitacolo di un'automobile e tutto per aver sbagliato uno svincolo. Come si legge sul sito della Regione Sicilia " l'aeroporto di Comiso, che è il sesto in Sicilia dopo quelli di Palermo, Catania, Trapani e delle isole di Pantelleria e Lampedusa, si prevede verrà utilizzato da oltre 500 mila passeggeri all'anno e, grazie alla sua struttura ad elevata tecnologia per il carico e lo scarico delle merci, avrà una funzione importante per tutta l'area servita consentendo di abbattere notevolmente i tempi di trasferimento dei prodotti locali verso i mercati nazionali ed esteri, permettendo anche una riduzione del traffico stradale. Inoltre l'aeroporto entrerà in sinergia con quello di Catania permettendo un decongestionamento del suo traffico, offrendo spazio ai charter delle compagnie a basso costo e costituendo una valida alternativa in caso di temporanea chiusura dello scalo etneo per cause naturali ".
Follie!
Ci sono talmente tante incongruenze, talmente tante assurdità che non so da dove cominciare. Procediamo per gradi, seguendo quanto brillantemente esposto dai redattori delle news del sito della Regione. Si sentiva il bisogno di un SESTO aeroporto in Sicilia? Non si potevano spendere diversamente i 47.407.976,73 di euro stanziati per la costruzione dell'aeroporto? Ad esempio per migliorare la pietosa rete viaria della Sicilia sud-orientale e potenziare gli aeroporti già esistenti. Come si fa a parlare di un abbattimento dei tempi del trasferimento dei prodotti locali e di riduzione del traffico? Mi vengono i brividi se penso alle colonne di tir che invaderanno le strade, inidonee a tale scopo, del ragusano.
Il sindaco Digiacomo ha ragione quando asserisce che la Sicilia sud-orientale paga lo scotto di collegamenti precari e obsoleti, che non permettono alle provincie di Siracusa, Ragusa ed Agrigento di rendere produttivi i numerosi siti di interesse turistico ivi collocati e che frenano lo sviluppo economico della zona, ma l'aeroporto era la soluzione migliore? A cosa vale dirottare i flussi delle persone e delle merci verso una zona che è inidonea ad accoglierli? Prima sarebbe stato il caso di intervenire sulla rete viaria, su quella ferroviaria! Vogliamo parlare un attimo dello stato deplorevole in cui versa la rete ferroviaria regionale? Treni vecchi e fatiscenti che i turisti evitano temendo di contrarre malattie da terzo mondo e che i siciliani evitano non appena possono (avete mai preso un treno regionale in Toscana? Lì i turisti e gli indigeni possono godere di carrozze ultramoderne che indicano temperatura, tempi di percorrenza, eventuali ritardi...).
Quando si costruisce qualcosa, qualsiasi cosa, occorre partire dal basso. Non si può costruire un tetto senza aver posto prima le fondamenta ed aver tirato su le pareti ed i solai! Dove sono i servizi? Quando si progetta un'opera come questa occorre finanziare in concomitanza tutta la rete dei servizi necessari. Cosa si sta facendo in questo senso? Si sta investendo sull'iniziativa locale? Ancora una volta si corre il rischio di costruire una cattedrale nel deserto.
Due considerazioni prima di concludere.
E' encomiabile che un sito destinato sin dal ventennio fascista ad essere base militare e che nel periodo della Guerra Fredda, in quanto base NATO, ha ospitato112 missili Cruise a testata nucleare venga ridestinato ad usi civili.
E' vergognoso, VERGOGNOSO che per ottenere gli aiuti ed i fondi necessari alla realizzazione dell'aeroporto il sindaco Giuseppe Digiacomo sia ricorso, come dallo stesso candidamente ammesso, ad uno sporco ricatto sulla pelle di un popolo martoriato dalla guerra e dalla persecuzione etnica! Lui stesso racconta di come allorquando ricevette la telefonata dell'allora premier D'Alema che gli chiedeva di accogliere a Comiso (siamo nel 1999) 10 mila profughi kosovari, si sentì in diritto di ottenere un tornaconto per la comunità che rappresentava, e che tutt'ora rappresenta, che a suo dire metteva a rischio. Quindi in cambio "del grande cuore del meridione che apre le braccia a un popolo disperato", chiese "una mano" per la realizzazione dell'opera.
Si vergogni Digiacomo. Lei non sa cosa sia l'umanità!


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