martedì 18 settembre 2007

Il Fatto

Da questa settimana vorrei inaugurare una rubrica che ho deciso, parafrasando la nota trasmissione di Enzo Biagi, di chiamare Il Fatto. Ogni Lunedì dedicherò alcune righe a chi nel corso della settimana si sarà distinto per un'idea "geniale", un'azione "degna di nota", o a chi in qualunque altro modo riuscirà a "stupirmi" con una sua trovata.
L'onore di aprire le danze spetta senza ombra di dubbio al senatur leghista, nonché ex ministro per le riforme e attuale vicepresidente del Senato della Repubblica, Roberto Calderoli che si è brillantemente distinto la scorsa settimana con la sua geniale idea del Maiale-Day!
L'iniziativa è stata promossa per sostenere il comitato di "brava gente" formato da Curia locale, Lega Anti-Diffamazione cristiana e Lega Nord che vuole impedire la costruzione di una moschea a Bologna: "A fronte dell'inversione di rotta dell'amministrazione comunale bolognese che ha dato il via libera alla realizzazione di una nuova grande moschea, metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea" ha brillantemente dichiarato un entusiasta Calderoli. Del resto come dallo stesso asserito, il senatore non è nuovo a simili azioni. Già a Lodi passeggiò col suo maialino su di un terreno destinato all'edificazione di un edificio di culto islamico che, a suo dire, "fu considerato infetto e non più utilizzabile". Ma torniamo a Bologna.
L'amministrazione comunale bolognese, presieduta da Sergio Cofferati, ha deciso di cedere in permuta alla comunità islamica locale un terreno di periferia di 52.000 mq, di cui 6.000 edificabili, per la costruzione di un minareto. Oltre al dissenso espresso con la sua solita civiltà e il suo rinomato buon senso da Calderoli contrari sono anche, come detto, la Lega Anti-Diffamazione cristiana, che ha fatto notare come proprio sotto quel terreno passino le condutture di un oleodotto NATO che rifornisce le basi del Nord Italia e come quindi per la costruzione dell'edificio occorrerebbe l'autorizzazione dell'Aeronautica militare che tali gasdotti gestisce, e monsignor Ernesto Vecchi, vescovo vicario di Bologna, che ha tenuto a precisare come "La parrocchia appartiene al tessuto sociale del popolo italiano, la moschea è invece qualcosa che si introduce".
Anche volendo tralasciare il fatto che seguendo il ragionamento di monsignor Vecchi non dovremmo stupirci dei rapimenti e delle uccisioni di uomini e donne di Chiesa nei paesi non cattolici, in quanto in quei contesti è la Chiesa di Roma ad essere qualcosa che si introduce in un tessuto sociale altro e lo fa in maniera ingiustificata in quanto non esiste in molti dei Paesi "missionati"un substrato cattolico che necessiti di libertà di culto così come invece è per le comunità islamiche in occidente, mi preme ricordare ancora una volta la nostra Costituzione che oltre a garantire all'articolo 3 la pari dignità sociale di tutti i cittadini senza distinzione di razza, di sesso, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali e di religione, riconosce e garantisce all'articolo 2 i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove la sua personalità si svolge e ancora all'articolo 8 recita "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano" e ancora all'articolo 19 "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume" e all'articolo 20 "Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività".
Mi intristisce dover ricorrere alle Legge Costituzionale per rispondere agli sproloqui di questi egregi ed eminenti rappresentanti delle nostre istituzioni politiche e religiose; mi intristisce vedere che chi dovrebbe guidarci verso un'integrazione oramai divenuta necessaria e che in realtà dovrebbe sorgere spontanea cerca invece, per ragioni di Potere, di dividerci e porci gli uni contro gli altri.
Gli islamici non sono tutti terroristi di Al Qaeda, così come non tutti i Baschi appartengono all'ETA e non tutti gli irlandesi all'IRA. Dobbiamo svegliarci e smetterla di porgi con diffidenza verso chi avvertiamo come diverso da noi. Occorre cominciare ad aprirsi verso le altre culture, mantenendo la nostra identità culturale certo, ma senza per questo disprezzare quella degli altri. Non esiste una "classifica" delle culture, non esiste una cultura migliore di un'altra perché ogni cultura sgorga dalla storia di un popolo e allo stesso tempo è lo strumento attraverso cui quel popolo si identifica come tale. Non dico che sia facile confrontarsi con gli altri, ma voltarsi o barricarsi dietro le proprie convinzioni al passaggio di chi non è come noi non aiuta nessuno, soprattutto quando con chi è diverso da noi dobbiamo convivere.
E poi chi vi dice che "gli altri" siano così diversi da voi?

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