domenica 9 settembre 2007

300 Mila!


Serse: "Non ci sarà alcuna gloria nel tuo sacrificio, presto cancellerò persino il ricordo di Sparta dagli annali! ogni pergamena scritta dai greci verrà bruciata! a ogni storico greco e a ogni scriba verranno cavati gli occhi e la loro lingua mozzata! Chiunque evocherà il solo nome di Sparta o di Leonida sarà punibile con la morte!! Il mondo non saprà mai che siete esistiti Leonida!"
Re Leonida: "Il mondo saprà che degli uomini liberi si sono opposti ad un tiranno, che pochi si sono opposti a molti, e prima che questa battaglia sia finita, che persino un Dio re può sanguinare."


(
dal Film 300 )

300.000 firme in una sola giornata! 300.000 italiani e italiane in piazza a dar prova di vera democrazia! 300.000 tra ragazzi, ragazze, uomini, donne, madri, padri, figli, nipoti, nonni! 300.000 patrioti che hanno deciso di sostenere la lotta contro la sterile e logorante (per il nostro Paese!) partitocrazia! 300.000 nonostante tutto! Nonostante il silenzio mediatico, nonostante l'ostracismo bipartizan della nostra (?) classe politica (???)!
Il Vaffanculo-Day è stato un successo! Non un successo di chi l'ha promosso, Beppe Grillo, a cui va comunque ascritto il merito di aver agitato le coscienze (e un grosso, grossissimo GRAZIE!!!) ma un successo nostro!
Di tutto il Popolo italiano.
Da ieri, 8 Settembre 2007, ho 300.000 motivi in più per sperare che qualcosa nell'immutabile ed immutato assetto politico italiano cambi. Certamente è ancora presto per confidare in un radicale mutamento dello status quo; i tempi non sono ancora maturi perché avvenga nel nostro Paese un significativo cambiamento in senso democratico. La partitocrazia parassitaria che succhia le nostre energie e calpesta le nostre speranze non cadrà al soffio delle nostre iniziative e del nostro palese malcontento.
Non ancora.
Dobbiamo percorrere parecchia strada, ma almeno abbiamo cominciato ad incamminarci verso la meta del nostro viaggio. La giornata di ieri porta in sé un peso e una valenza che vanno oltre il seppur importante risultato specifico che si voleva raggiungere, la raccolta delle 50.000 firme necessarie a dar forza alla legge di iniziativa popolare denominata "Parlamento Pulito". L'8 Settembre 2007 dovrà essere ricordato come l'inizio della Primavera Italiana. Il giorno in cui l'unione delle coscienze di tutti quegli italiani che hanno deciso di annullare il divario tra società civile e questa politica a-storica e altra da noi è germogliata nel deserto della speranza. Un germoglio che nasce robusto, ma che per sopravvivere in questo clima sterile e avverso avrà bisogno di molte cure. Un germoglio che dovrà puntare a crescere, maturare e fiorire ma che dovrà farlo tenendo puntati gli occhi e la testa verso le proprie radici, che dovranno rimanere fortemente ancorate al terreno dal quale è sorto e che da esso dovrà continuamente attingere. L'importanza della manifestazione risiede nella sua a-partiticità, nel suo essere trasversale rispetto alle classiche collocazioni destra-sinistra tipiche della partitocrazia moderna. Abbiamo lanciato un segnale forte! La voglia di rendere il nostro Paese un posto migliore non dovrebbe avere colore, e abbiamo cominciato a dimostrarlo. Adesso dobbiamo continuare con forza, o meglio con la forza delle nostre richieste, a trasformare la Loro politica nella NOSTRA!

Abbiamo dimostrato ieri di avere i numeri necessari per farlo. Siamo ancora pochi ma possiamo fare molto. Potremmo cominciare in 300.000 ad esporre ciascuno le nostre intenzioni a 10 persone diverse. Saremmo già 3.000.000! E continuare così ad oltranza. Ci vorrà tempo per risvegliare tutti dagli effetti dell'inganno di cui siamo vittima, ma sarà il modo migliore in cui avremo mai utilizzato il tempo negli ultimi secoli.
Non lasciamoci oscurare!

Non permettiamo a nessuno, né ai politici né ai media, di scaraventarci nel silenzio dal quale siamo venuti.
Non abbattiamoci!
Anche se la legge "Parlamento pulito" non dovesse vedere la luce, cosa molto probabile, non demordiamo. La vera forza del movimento vaffanculista risiede nel suo stesso essere. Creiamo un'agenda dei nostri bisogni e riempiamo di contenuti e proposte il nostro agire.
Non fermiamoci!
Ogni risultato raggiunto dovrà essere una meta e al contempo un punto dal quale ripartire.
Come Grillo, abbiamo bisogno che gli intellettuali escano allo scoperto e ravvivino il fuoco che arde nel popolo. Non invoco l'aiuto di quella cosiddetta élite intellettuale, troppo invischiata ormai col potere dominante, anch'essa corrotta e serva. Richiamo piuttosto al proprio dovere tutti coloro dotati di un pensiero libero e critico, a cui interessa il bene della nostra Nazione tutta, senza distinzioni di appartenenza alcuna, sia essa politica o sociale. Uno ha chiamato, abbiamo risposto in 300.000! Abbiamo dimostrato di voler e saper rispondere ai richiami quando i motivi sono validi.
Chiamateci ancora!!!
Saremo ben lieti di rispondervi(-ci) e sostenervi(-ci) a patto che tutto sia fatto per il bene comune e senza l'ombra di bandiere ormai obsolete.
Vogliamo occuparci di casa nostra, vogliamo quantomeno che chi dovrebbe rappresentarci si occupi dei bisogni che NOI esprimiamo. Nessuno, né la Chiesa di Roma né Confindustria né altri gruppi di interesse devono aver voce nello stabilire i punti della NOSTRA(!!!) agenda politica.
L'articolo 1 della NOSTRA Costituzione non li cita e anzi recita: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". E al comma 2 dell'articolo 3 si puntualizza che: "
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Una seria revisione Costituzionale dovrebbe a mio avviso anzitutto sostituire i termini lavoro e lavoratore (di chiara, obsoleta matrice pseudocomunista-marxista) con la parola popolo. L'Italia non è dei lavoratori italiani ma degli italiani tutti! Non solo. L'articolo tre andrebbe modificato anche in un altro senso. Non dovrebbe essere compito di una alquanto indefinita ed indefinibile, sul piano sostanziale, Repubblica quello di rimuovere gli ostacoli ad una piena partecipazione del cittadino (e non del lavoratore!) all'organizzazione economico-politico-sociale del Paese. In questo modo le responsabilità di una sua non osservanza rimangono inattribuibili. Occorrerebbe sostituire alla parola-simbolo Repubblica la parola-simbolo Organizzazione Politica Istituzionale, in modo da poter stabilire di volta in volta i responsabili della ingiusta sperequazione economica-politica-sociale in cui viviamo e mandarli a casa!
I padri della nostra malaticcia Repubblica ci hanno fornito degli strumenti, seppur divenuti modesti oggi a causa dei rapidi mutamenti che la nostra organizzazione sociale ci impone, atti a far sentire la nostra voce e ad esprimere i nostri bisogni. Usiamoli così come abbiamo cominciato a fare!
Il V-Day, caro il nostro dipendente PiF Casini non è "la più grande delle mistificazioni", non è una manifestazione "di cui dovremmo tutti vergognarci".
Siete voi che dovreste vergognarvi!!!
Ve lo abbiamo urlato in 300.000 da 225 piazze italiane e da altre 30 sparse per i cinque continenti. Non vi basta? E poi perché ogni volta che tentiamo di esprimere una critica o un bisogno, voi politici e voi giornalisti ci accusate di populismo e di derive qualunquiste? Lo avete fatto a Palermo, lo avete fatto a Bagnaia e continuate imperterriti! Attenti, perché con quello che voi tacciate come populismo qualche secolo fa in Francia ci hanno costruito una rivoluzione, e sappiamo tutti com'è andata a finire. Noi siamo il Popolo e non dovete permettervi di insultare i NOSTRI bisogni! Noi non saremo violenti, continueremo ad essere pacati. La violenza non ci serve, non ci appartiene. Appartiene al vostro modo di fare, di ostacolare, di zittire.
Noi siamo il Popolo e l'Italia è nostra!

P.s. Si può ancora votare presso tutti gli uffici comunali per un mese!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao dj, le tue perole sembrano e sono quasi sempre le più appropriate e giuste nel descrivere i vari mali di questo paese...
Come dici tu non dovremmo smettere di esprimere il nostro dissenso, soprattutto ora in cui gli italiani si stanno muovendo per una riforma apartitica, dove finalmente non si vedono bandiere di nessun tipo o colore (sarebbero davvero inopportune). Finalmente gli italiani si stanno muovendo insieme per migliorare l'italia, a cominciare dall'ordinamento politico...
E ora che abbiamo cominciato non fermiamoci, creiamo reti, teniamoci in contatto, creiamo una sub-informazione, che riesca a scavalcare i media che ormai troppo spesso tacciono le vere informazioni, d'ora in poi ce la faremo da soli l'informazione.....
Vai polli, comincia la lotta, non più "Galline in fuga", ma "Galline in lotta"

firmato andrea pollo